LA CLASSE 1^ C C.A.T.

vince il

TERZO PREMIO NELLA SEZIONE LETTERARIA

del concorso

Marta Russo. La donazione degli organi: gesto d’amore a favore della vita”

Circa 1500 anni prima dei poemi omerici, l’epopea di Gilgames celebrava un eroe sumerico alla ricerca dell’immortalità in terra e della gloria presso gli dei. Una storia antica, che ha affascinato lettori del passato e cultori di cose antiche che non muoiono, come Assurbanipal, ultimo grande sovrano dell’impero assiro, la cui biblioteca era famosa in tutto il Medio Oriente, e lettori di oggi, desiderosi anch’essi di conoscere e comprendere le “cose segrete” della vita.

I ragazzi della classe I C C.A.T., sullo sfondo storico delle vicende narrate, hanno riscritto la saga, ripercorrendo tutto il cammino dell’eroe per raggiungere il Giardino del Sole. Giardino, nel quale capisce che il segreto dell’immortalità è nel donare se stessi agli altri. Verità che si manifesta nella persona di una delicata fanciulla che abita nel giardino del Sole. Fanciulla che non è la dea della bellezza, ma dell’Amore e a cui sono state date le sembianze di Marta Russo. A lei è dedicato il testo, scritto in occasione del concorso letterario “La donazione degli organi: gesto d’amore a favore della vita”.

Al lavoro, nel corso di un’articolata cerimonia in cui si sono avvicendati illustri Professori che operano nelle nostre strutture pubbliche sanitarie, trapiantati e, per la prima volta, il Rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, è stato attribuito

il terzo premio nella sezione letteraria

Gli alunni, i più giovani ad essere premiati, hanno ricevuto un riconoscimento in denaro e una pergamena attestante la partecipazione individuale e dell’Istituto .

Il lavoro è stato letto interamente dalla Direttrice Artistica del teatro Golden, ospitante la manifestazione.

Nonostante la delicatezza dei temi trattati, Aureliana e Donato Russo, i genitori di Marta, anche in questa XVII edizione del concorso, sono riusciti a creare un clima sereno, offrendo ai nostri ragazzi  un esempio di civile e dignitosa compostezza nel ricordare la tragica morte della loro figlia, uccisa mentre camminava tra i vialetti dell’Università.

Il loro gesto d’amore, compiuto vent’anni fa (tutti gli organi di Marta furono donati) si moltiplica di anno in anno. Quando il giornalista della RAI, Giovanni Anversa, che fungeva da mediatore, ha dichiarato che meriterebbero per i loro progetti di vita di essere insigniti del titolo di Cavalieri della Repubblica, con un lungo applauso tutti i ragazzi hanno manifestato il loro affettuoso assenso.

Al termine della cerimonia, i nostri alunni, nel lasciare agli studiosi il compito di risolvere problemi filosofici, storici ed esegetici di un’opera pervenuta incompiuta, su tavolette d’argilla, con un finale tragico (l’eroe non trova l’immortalità), fanno rientro nelle loro case con la serena sensazione che la loro intuizione sulla conclusione sia  felice …

Prof.ssa Cicero

Gilgames lavoro

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