La III D C.A.T. tra creatività e Storia

 

La classe III D C.A.T., pur non essendo nella rosa dei vincitori, è stata oggetto di lode, al pari delle altre scuole concorrenti a livello nazionale, per la capacità di ricerca ed elaborazione, per aver accettato la sfida dell’originalità di provare a raccontare in modo nuovo la nostra storia, partecipando al concorso “ che Storia!”, bandito dall’Accademia dell’Arcadia, l’Istituto Storico Italiano per l’Età moderna e contemporanea e l’Istituto di Storia dell’Europa mediterranea del Consiglio nazionale delle ricerche.

Tenuto conto dei requisiti richiesti, vincoli, e criteri di valutazione che prevedevano, oltre le conoscenze e competenze di lingua italiana, il rispetto dei dati storicamente accertati e delle fonti, unitamente a competenze di indagine storica, la classe ha elaborato il racconto

La vita di un uomo comune, forma unica di movimento

Tale racconto è stato destinato alla sezione “Storie di storia minore”, avente come finalità il recupero della nostra identità nazionale attraverso alcuni elementi, quali segni, paesaggi, spazi, monumenti, un dipinto, testimonianze scritte o di pietra, memorie orali o altro. Elementi protagonisti di piccole storie, dalle quali scaturisce la grande Storia, patrimonio comune e rete di solidarietà.

Il racconto trae ispirazione dall’opera di Umberto Boccioni Forme uniche della continuità nello spazio, (1913) e dalle testimonianze e cronache del primo bombardamento su Roma.

Circoscritte le fonti (alcuni capitoli dei saggi Nostro pane quotidiano e Venti angeli sopra Roma, I bombardamenti aerei sulla città eterna, 19 luglio e 13 agosto 1943, rispettivamente di Miriam Mafai e Cesare De Simone), dopo aver assistito alla rappresentazione teatrale Il cappello di carta, di Gianni Clementi (tragicommedia di una famiglia di muratori di S. Lorenzo), la classe si è avvalsa per la stesura del racconto della collaborazione del Prof. Enrico Zichella, Docente di Storia dell’arte, che con competenza e grandi capacità comunicative ha tenuto una lezione sul futurismo e sulla scultura prescelta, catturando l’attenzione e la simpatia dei ragazzi.

Esprimendo piena soddisfazione per il lavoro svolto, il consiglio auspica una rinnovata partecipazione della classe al concorso.

Prof. ssa Francesca Romana Cicero